Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

“Beati gli afflitti… perché saranno consolati.”

Così dice Gesù:
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. (Mt 11, 28ss)
Gli afflitti “beati” non sono coloro che vengono colpiti dalle disgrazie o sono in preda al dolore od alla angoscia per motivi materiali, morali o spirituali. Ma gli afflitti sono beati quando nonostante la situazione svantaggiata, sfortunata, non si chiudono in se stessi, non si lasciano vincere dalla sofferenza e continuano ad operare per il regno di Dio e ad avere fiducia in Lui.
Gesù che suda sangue nell’Orto degli ulivi senza rinunciare a compiere la volontà del Padre (Lc 22,39-46), è l’esempio più eloquente dell’afflitto beato: non un arreso, non un rinunciatario, ma un coraggioso, fedele alla missione nonostante la sofferenza.
L’afflitto beato è colui che cerca la sua consolazione nel Signore, chi, nella prova, si rifugia nel Padre Celeste e in Lui solo confida

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