Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Il Sacerdozio

"Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte:" Samuele, Samuele!"... Rispose:"Eccomi" (1 Sam 3, 10.16)

(Il sacerdozio)

La richiesta più grande che il Signore fa ad una persona è la vocazione alla vita consacrata, all’origine dell’accettazione di tale richiesta c’è un amore forte e incondizionato a Dio e alla Chiesa e un desiderio di servire i fratelli continuando l’opera che Gesù ha affidato agli apostoli:”Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del Vangelo a tutti gli uomini . Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo” (Mc 16,15).
I sacerdoti annunciano e spiegano il Vangelo, celebrano i sacramenti, guidano le comunità di cristiani, assistono e confortano le persone sole e sofferenti, e, con la collaborazione di tutti i cristiani, si impegnano a dedicare tutta la loro vita al servizio di Dio e dei fratelli. Chi decide di diventare sacerdote viene consacrato e riceve il sacramento dell’Ordine dalle mani del Vescovo e promette a Dio e a tutta la comunità di essere un fedele apostolo di Gesù.

Il ministro è il vescovo che deve avere ben valutato se questa vocazione è autentica per mezzo di anni di studio e di profonda preghiera da parte dell’aspirante.

L’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria da parte del vescovo costituiscono il rito del Sacramento, che è di carattere indelebile.

A questo sacramento non tutti si sottopongono, ma ciò non vuol dire che sia più o meno importante.  E’ di pari importanza al matrimonio.

Tutti noi siamo chiamati o a consacrare la nostra vita per la famiglia oppure a consacrarci a Dio totalmente per i fratelli.
Pertanto il Sacramento del Matrimonio è di pari importanza al Sacramento dell’Ordine; basta che si vivano entrambi con amore.

Si chiama Ordine perché comporta tre gradi:
·        il diaconato che può essere temporaneo cioè il primo passo per diventare sacerdote oppure permanente.  I diaconi sono ministri ordinati per gli incarichi di servizio della Chiesa, sono i “servi”.  Assistono il vescovo e i presbiteri nelle celebrazioni dei divini misteri, possono distribuire l’Eucarestia, benedire i matrimoni, proclamare il Vangelo, predicare e presiedere i funerali. Non possono però consacrare il pane e il vino, confessare e dare l’Estrema Unzione. Per quanto riguarda il diaconato permanente essi possono avere famiglia e figli.
·        il presbiterato o sacerdozio riservato a quelle persone che per vocazione desiderano dare totalmente la propria vita a Gesù Cristo. Essi esercitano il loro servizio attraverso il ministero della Parola di Dio, il culto divino e il governo pastorale, compiti che devono assolvere sotto l’autorità pastorale del vescovo.
·        l’episcopato riservato a quei sacerdoti ritenuti all’altezza di assumere responsabilità come vescovi o cardinali. Essi sono inseriti nel Collegio Episcopale, sono i capi visibili della Chiesa particolare e hanno parte alla responsabilità apostolica sotto l’autorità del Papa, successore di S. Pietro.
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