Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

L'Ultima Cena

Con Gesù al Getsemani

Al Getsemani

[36]Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». [37]E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. [38]Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». [39]E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». [40]Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? [41]Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». [42]E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». [43]E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. [44]E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. [45]Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. [46]Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina».(Mt, XXVI 36-46)
La cena è finita e Gesù con gli apostoli si dirigono alla collina degli Ulivi, fermandosi nel luogo chiamato "Getsemani", che significa "frantoio", per la presenza di un torchio per le olive che serve ai coltivatori dei dintorni. Il luogo è deserto e silenzioso, si sente solo il rumore del torrente Cedron. In quel luogo così tranquillo Gesù sente il bisogno di pregare. Così lasciati soli i discepoli, si apparta con tre soltanto di essi: Pietro, Giacomo e Giovanni. E confida loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».

«Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Con queste parole supplica il Padre di risparmiargli quella prova, ma nello stesso tempo si affida a Lui, lasciandogli il compito di decidere. La sua sofferenza è enorme, la lotta intima è così spossante che sul suo volto cadono gocce di sudore che sono di sangue; mai un uomo ha sofferto così. Questa sofferenza rivela l'umanità di un Dio che si è fatto in tutto simile a noi, tranne nel peccato.

Dopo aver terminato la sua preghiera, Gesù torna dagli apostoli che trova addormentati e dice a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? [41]Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».

Sono queste le parole che Gesù rivolge a ciascuno di noi: "Vegliate e pregate...", ma anche noi come gli apostoli ci addormentiamo. Egli ci chiede di pregare con Lui, ma la nostra volontà si arrende al sonno. Il sonno del mondo, che ci vede impegnati in mille e più attività che non includono stare con Gesù. Ogni giorno ci chiede di vegliare, per non cadere in tentazione. Vegliare significa stare attenti, pregare il Padre affinchè non commettiamo il peccato. Le trappole del maligno sono molteplici e solo la preghiera costante e fiduciosa può salvarci.



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