Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Terza domenica di quaresima: anno B

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
 Antifona d'ingresso
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo. (Sal 25,15-16)


Dal libro dell’Èsodo  ( Es 20,1-17)
In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Sal 18Signore, tu hai parole di vita eterna.  scarica mp3   pdf

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  ( 1Cor 1,22-25 )
Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

+ Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 2,13-25)
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divora”.

Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola.



Meditazione 


E' la prima volta che Gesù compie un atto violento. Un atto rivolto non alle persone che affollano l'atrio della casa di Dio, ma un atto rivolto alle istituzioni stesse, quelle che hanno fatto del culto un puro insieme di riti e di istituzioni fossilizzati, quando addirittura non ne ha approfittato per arricchirsi.

Con questo gesto egli vuole restituire al tempio la sua primitiva vocazione di casa di Dio. Per questo dichiara: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato! Non è forse scritto :"La mia casa sarà riguardata come casa si preghiera per tutte le genti"? Ma voi ne avete fatto una caverna di briganti!".

Accorrono gli uomini del potere, richiamati dallo strepitio e dalle grida di protesta dei mercanti. E lo interrogano:"Quale segno ci mostri per fare queste cose?". E lui risponde così: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. A queste parole stupore e scandalo: "Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. 

Ma egli parlava del tempio del suo corpo." Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola".

Infatti dal momento della Resurrezione, Gesù stesso sarà il nuovo Tempio. E' lui il punto d'incontro vivente con Dio. Per questo le chiese, in quanto edifici, non hanno importanza. Gesù stesso quando fonda la nuova comunità al momento della Cena, non si trova nè al Tempio nè in una sinagoga, ma in una stanza qualsiasi.

 Per riflettere
 Chiese e cattedrali scolpite dalla nostra fede, come alberi radicati nella nostra terra e zampillanti fino alle volute delle nuvole, sono gli scrigni di pietre nei quali il tuo popolo canta senza fine la tua lode e la sua preghiera!

Ma il luogo che tu scegli per abitare, il tuo Tempio sulla terra, la terra santa dove dimori, il santo dei santi dove la tua presenza si manifesta nella gloria e nella umiltà, la casa di Dio, siamo noi, Signore! Noi siamo la Cattedrale dove tu ti mostri e ti fai toccare e adorare!

Siamo noi la tua perpetua e reale presenza! Tu ha voluto così poiché tu stesso sei diventato la Cattedrale perfetta nella quale risiede, per sempre, la nostra umanità!


 Prega

Entra ancora, Gesù, nel nostro cuore come nel san­tuario del Padre tuo e Padre nostro.
Posa ancora il tuo sguardo nei suoi angoli più segreti, dove nascondiamo le nostre più gravi preoccupazioni e gli affanni più sof­ferti, quelli che tante volte ci tolgono serenità e pace;
quelli che tante volte ci fanno vacillare nella fede e ri­volgere il nostro sguardo lontano da te.
Fa' luce e di­scerni, purifica, libera da ciò che non vorremmo lascia­re, ma pure ci opprime!
Sia casa di lode, di canto e di supplica questo povero cuore. Sia pieno di luce, aperto all'ascolto,
ricco solo di te, a lode del Padre. Visita ancora, Gesù, le nostre comunità:
recidi all'in­sorgere qualsiasi radice di invidia, di rivalità, di conte­sa. La tua presenza porti mitezza,
umiltà, compassione, doni soprattutto la silenziosa capacità di sacrificarci gli uni per gli altri.
Riscrivi nel cuore di ognuno e sul volto di tutti le «dieci parole» che declinano l'unico amore.

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