Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

San Paolo Apostolo

GIUSEPPE RICCIOTTI

PAOLO APOSTOLO 
 BIOGRAFIA CON INTRODUZIONE CRITICA
II EDIZIONE X MIGLIAIO
(parole ed espressioni in greco omesse)
COPYRIGHT BY G. RICCIOTTI, 1946.
Stampato in stereotipia nella SCUOLA SALESIANA DEL LIBRO

(In questo articolo è stata omessa tutta l'introduzione, viene esposta solo la parte riguardante la biografia)




BIOGRAFIA

LA NASCITA E LA PRIMA GIOVINEZZA

226. Io sono un uomo giudeo, nato in Tarso della Cilicia (Atti, 22, 3); son queste parole Paolo presenta se stesso alla folla dei Giudei tumultuanti a Gerusalemme contro di lui, ma sono parole che sembrano presentarlo anche al mondo intero. Egli dunque, sebbene giudeo, nacque fuori della terra sacra del giudaismo, la Palestina: nacque fra pagani, nella città cosmopolitica di Tarso (§ 1 segg.), sbocciando però da una di quelle cellule nazionali che la Diaspora giudaica aveva disseminato in quasi tutto il mondo. Ivi egli vide la luce fra gli anni 1 e 5 dell'Era Volgare, ossia nel tempo in cui Gesù viveva a Nazareth ignoto fanciullo e poteva avere dai tre agli otto anni (§ 149).
Contro la nascita di Paolo a Tarso, assolutamente sicura (cfr. Atti, 21, 39; 9, 11), sta l'affermazione di Girolamo, che lo dice nato nella borgata di Ghiscala della Giudea, donde sarebbe emigrato insieme con i suoi genitori a Tarso quando la borgata fu conquistata dai Romani; è poi da notare che Girolamo comunica due volte questa notizia, dapprima con diffidenza presèntandola come una favola (188), più tardi invece senza manifestare dubbi a suo riguardo (189). Ma la notizia, oltre a contraddire alla citata attestazione di Paolo, urta in difficoltà geografiche e cronologiche: Ghiscala, infatti, era una grossa borgata non già della Giudea ma della Galilea settentrionale, e di essa parla sovente Flavio Giuseppe anche perché era di Ghiscala quel Giovanni che fu uno dei principali capi nell'insurrezione anti-romana degli anni 66-70; inoltre, questa Ghiscala fu conquistata da Tito nell'autunno del 67 (Guerra giud.) IV, 84 segg.), ossia quando Paolo era già morto o stava per morire.

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