Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 14 giugno 2014

Antifona d'ingresso
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Proprio coloro che mi fanno del male
inciampano e cadono. (Sal 27,1-2)
 
 
 Primo libro dei Re 19,19-21.
In quei giorni, Elia, disceso dalla montagna, incontrò Eliseo figlio di Safàt. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: "Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò". Elia disse: "Và e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te".
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.

Salmi 16(15),1-2.5.7-8.9-10.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: "Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene".
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,33-37.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;
ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;
né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno».

Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa
Lo Spirito e la lettera, §27-33(Nuova Biblioteca Agostiniana –riv.)
 
“Ma io vi dico”: il compimento della Legge
    La grazia nel Vecchio Testamento se ne stava nascosta e velata ed è stata rivelata nel Vangelo del Cristo secondo un'ordinatissima distribuzione dei tempi fatta da Dio… Confrontando le due epoche notiamo questa grande differenza: ai piedi del Sinai si impedisce al popolo con orrendo terrore d'accostarsi al luogo dove il Signore donava la legge, invece nel cenacolo lo Spirito Santo discende su coloro ai quali era stato promesso e che per aspettarlo si erano riuniti insieme in un sol luogo. Là il Dito di Dio operò in tavole di pietra, qui nei cuori degli uomini…
     
    “Pieno compimento della legge è l'amore”. L'amore non fu scritto nelle tavole di pietra, ma “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. La Legge di Dio è dunque la carità. Il desiderio della carne non si sottomette alla carità e neanche lo potrebbe. Per reprimere il desiderio della carne sono state scritte nelle tavole le opere della carità, era la legge delle opere, “la lettera che uccide” il trasgressore. Ma quando la carità stessa si diffonde nel cuore dei credenti, allora si ha la legge della fede e “lo Spirito che dà vita” al fedele che ama.

    Osserva adesso come questa differenza corrisponda a quelle parole dell'Apostolo Paolo: “È noto che voi siete una lettera del Cristo, composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori”… E ciò è mirabilmente confermato dal profeta Geremia: “Ecco verranno giorni, dice il Signore, nei quali con la casa d'Israele e con la casa di Giuda io concluderò un Testamento Nuovo. Non come il Testamento che ho concluso con i loro padri, … porrò le mie leggi nel loro cuore e le scriverò nella loro mente”.

(Riferimenti biblici: Mt 5,17; Es 19; At 2; Lc 11,20; Es 31,18; Rom 13,10; 5,5; 8,17; 2Cor 3,6.5; Ger 31,31) 



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...