Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 20 giugno 2014

Antifona d'ingresso
Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza. (Sal 27,7-9)
  
 
Secondo libro dei Re 11,1-4.9-18.20a.
In quei giorni, Atalia madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si propose di sterminare tutta la discendenza regale.
Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, sottrasse Ioas figlio di Acazia dal gruppo dei figli del re destinati alla morte e lo portò con la nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte.
Rimase sei anni nascosto presso di lei nel tempio; intanto Atalia regnava sul paese.
Il settimo anno Ioiada convocò i capi di centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire nel tempio. Egli concluse con loro un'alleanza, facendoli giurare nel tempio; quindi mostrò loro il figlio del re.
I capi di centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiada. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiada.
Il sacerdote consegnò ai capi di centinaia lance e scudi del re Davide, che erano nel deposito del tempio.
Le guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo meridionale del tempio fino all'angolo settentrionale, davanti all'altare e al tempio e intorno al re.
Allora Ioiada fece uscire il figlio del re, gli impose il diadema e le insegne; lo proclamò re e lo unse. Gli astanti batterono le mani ed esclamarono: "Viva il re!".
Atalia, sentito il clamore delle guardie e del popolo, si diresse verso la moltitudine nel tempio.
Guardò: ecco, il re stava presso la colonna secondo l'usanza; i capi e i trombettieri erano intorno al re, mentre tutto il popolo del paese esultava e suonava le trombe. Atalia si stracciò le vesti e gridò: "Tradimento, tradimento!".
Il sacerdote Ioiada ordinò ai capi dell'esercito: "Fatela uscire tra le file e chiunque la segua sia ucciso di spada". Il sacerdote infatti aveva stabilito che non venisse uccisa nel tempio del Signore.
Le misero le mani addosso ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e là fu uccisa.
Ioiada concluse un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, con cui questi si impegnò a essere il popolo del Signore; ci fu anche un'alleanza fra il re e il popolo.
Tutto il popolo del paese penetrò nel tempio di Baal e lo demolì, frantumandone gli altari e le immagini: uccisero dinanzi agli altari lo stesso Mattan, sacerdote di Baal.
Tutto il popolo del paese fu in festa; la città restò tranquilla.

Salmi 132(131),11.12.13-14.17-18.
Il Signore ha giurato a Davide
e non ritratterà la sua parola:
"Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!

Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò ad essi,
anche i loro figli per sempre
sederanno sul tuo trono".

Il Signore ha scelto Sion,
l'ha voluta per sua dimora:
"Questo è il mio riposo per sempre;
qui abiterò, perché l'ho desiderato.

In Sion farò germogliare la potenza di Davide,
preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici,
ma su di lui splenderà la corona".

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,19-23.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano;
accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.
Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce;
ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!»

Meditazione del giorno
San Vincenzo de' Paoli (1581-1660), sacerdote, fondatore di comunità religiose
Conferenza sull'indifferenza, 16 maggio 1659
 
« Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore »
    Dov'è il cuore che ama? Nella cosa che ama – di conseguenza là dov'è il nostro amore, là è schiavo il nostro cuore. Non può uscirne, né innalzarsi più in alto, né andare a destra o a sinistra; è là, fermo. Là dov'è il tesoro dell'avaro, è anche il suo cuore; e là dov'è il nostro cuore, è anche il nostro tesoro. E la cosa più deplorevole è che queste cose che ci tengono in schiavitù sono di solito cose molto indegne.

    E che! Un nulla, una fantasia, una parola secca che ci viene detta, una mancanza di accoglienza gratuita, un piccolo rifiuto, il solo pensiero che non si tiene conto di noi: tutto ciò ci ferisce e ci indispone al punto che non ne possiamo guarire! L'amor proprio ci rende attaccati a queste ferite immaginarie, non arriviamo a sottrarci da esse, restiamo là, e perché? Perché siamo schiavi di questa passione. … Siamo forse nella «libertà dei figli di Dio» (Rm 8,21)? Oppure siamo legati ai beni, all'agio, agli onori?...

    O Salvatore, ci hai aperto la porta della libertà, insegnaci a trovarla. Facci conoscere l'importanza di questa libertà, facci ricorrere a te per giungervi. Illuminaci, mio Salvatore, perché possiamo vedere a quali cose siamo attaccati, e mettici, per favore, nella libertà dei figli di Dio. 



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