Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 6 dicembre 2014

Sabato della I settimana di Avvento
 
Antifona d'ingresso
Vieni, e fà risplendere il tuo volto su di noi,
o Signore, che siedi nei cieli,
e saremo salvi. 


Libro di Isaia 30,19-21.23-26.
Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai più piangere; a un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta.
Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione e l'acqua della tribolazione, tuttavia non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: "Questa è la strada, percorretela", caso mai andiate a destra o a sinistra.
Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno; il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio.
Su ogni monte e su ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri.
La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

Salmi 147(146),1-2.3-4.5-6.
Alleluia.
Lodate il Signore: è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,

raduna i dispersi d'Israele.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;
egli conta il numero delle stelle

e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore, onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.
Il Signore sostiene gli umili
ma abbassa fino a terra gli empi.

+ Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,35-38.10,1.6-8.
Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità.
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.
Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi!
Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità.
rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.
E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino».
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 
 

Meditazione del giorno
San [Padre] Pio da Pietrelcina (1887-1968), cappuccino
GF 171,169 ; Buona giornata
 
« Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite »
    La speranza nella misericordia inesauribile di Dio ci sostiene nel tumulto delle passioni e nell’ondata delle contrarietà; con fiducia accorriamo verso il sacramento della penitenza dove il Signore ci aspetta in ogni momento come un Padre misericordioso. Certo, davanti a lui, siamo ben coscienti di non meritare il suo perdono; eppure non dubitiamo della sua infinita misericordia. Dimentichiamo dunque i nostri peccati, come ha fatto Dio prima di noi.

    Non bisogna tornare, né col pensiero, né in confessione, sulle colpe di cui ci siamo già accusati durante confessioni precedenti. Grazie al nostro sincero pentimento, il Signore le ha perdonate, una volta per tutte. Voler tornare sulle colpe già perdonate, soltanto per esserne ancora una volta assolti, o soltanto perché dubitiamo che siano state realmente e pienamente perdonate, non è forse una mancanza di fiducia nella bontà divina?

    Se può darti qualche conforto, puoi ripensare alle offese che hai fatto alla giustizia di Dio, alla sua sapienza, alla sua misericordia, ma soltanto per piangere le lacrime salutari del pentimento e dell’amore.




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