Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 12 febbraio 2015

Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)
 

Libro della Genesi 2,18-25.
Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.
Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.
Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.
Allora l'uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. perché dall'uomo è stata tolta".
Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.
Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Salmi 128(127),1-2.3.4-5.
Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.

  + Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 7,24-30.
Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto.
Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.
Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia.
Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli».
Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato. 
 
 
 Meditazione del giorno
Isacco della Stella (? - ca 1171), monaco cistercense
Discorso 33, primo per la seconda domenica di Quaresima, SC 207
 
“Gesù andò nella regione di Tiro e di Sidone”
    “Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone” (Mt 15,21). Quando “il Verbo, la Parola di Dio, si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), è uscito dal Padre per venire nel mondo (Gv 16,28). “Pur essendo di natura divina” ha lasciato la sua patria per “spogliare se stesso, assumendo la condizione di servo” (Fil 2,6-7), “in una carne simile a quella del peccato” (Rom 8,3), per esser trovato da coloro che escono dal proprio territorio per trovarlo nella regione di Tiro e Sidone… Esca dunque, la donna cananea, dall’interno del suo territorio (Mt 15,22) e vada ad incontrare, al confine del suo paese, il medico che arriva, uscito dal suo paese carico di misericordia. Si presenta con bontà in terra straniera al malato che non avrebbe potuto raggiungerlo se egli fosse restato nella sua terra. Infatti, in quanto Dio beato, giusto e forte, egli era in alto, e all’uomo miserevole era vietato salire lassù… Con la sua grande compassione, ha realizzato ciò che è proprio della pietà: è venuto lui fino al peccatore…

    Fratelli, usciamo allora, ognuno, dal luogo della nostra ingiustizia… Odia il peccato e subito uscirai dal peccato. Se odi il peccato, trovi Cristo là dove si trova…. Dirai che ciò è tanto per te e che senza la grazia di Dio è impossibile all’uomo di odiare il peccato, desiderare la giustizia, non voler più peccare e voler pentirsi. “Ringrazino il Signore per la sua misericordia, per i suoi prodigi a favore degli uomini” (Sal 107,8). In effetti, se per la sua grazia si è ritirato nella regione di Tiro e Sidone dove la donna potesse incontrarlo, è anche per grazia che ha segretamente fatto uscire questa donna dalla sua dimora interiore…

    Questa donna è simbolo della Chiesa, predestinata dall’eternità, chiamata e giustificata nel tempo, destinata alla gloria alla fine dei tempi (Rom 8,30): ella prega senza sosta per la figlia, cioè per ognuno degli eletti. 




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