Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 21 maggio 2014

Antifona d'ingresso
Della tua lode sia piena la mia bocca,
perché io possa cantare;
esulteranno, a te cantando,
le mie labbra. Alleluia.
 
 
 Atti degli Apostoli 15,1-6.
In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: "Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete esser salvi".
Poiché Paolo e Barnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro andassero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
Essi dunque, scortati per un tratto dalla comunità, attraversarono la Fenicia e la Samaria raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono tutto ciò che Dio aveva compiuto per mezzo loro.
Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: è necessario circonciderli e ordinar loro di osservare la legge di Mosè.
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Salmi 122(121),1-2.3-4ab.4bc-5.
Quale gioia, quando mi dissero:
"Andremo alla casa del Signore".
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù,
Salgono, secondo la legge di Israele,

Salgono, secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,1-8.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Meditazione del giorno
Giovanni Taulero (ca 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Discorso 7, per la settima domenica dopo Pasqua
 
“Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto”
    Quando l’uomo nobile sente l’inclinazione a possedere Dio o la grazia o qualsiasi altra cosa, deve pensare assai poco al vantaggio personale che ciò gli procurerà… Solo coloro che attribuiscono completamente a Dio i loro doni sensibili e spirituali divengono capaci e degni di ricevere ancora più grazie, in ogni tempo… Figli miei, per questi uomini è come per il legno della vigna. Esternamente è nero, secco e di poco valore. A chi non lo conosce, potrebbe sembrare buono solo ad essere buttato nel fuoco e bruciato. Ma dentro, nel cuore del ceppo, sono nascoste vene piene di vita e la grande forza che produce il frutto più prezioso e più dolce che legno e albero abbiano mai portato.

    Così è di queste persone, più amabili fra tutte, che sono fisse in Dio. All’esterno, in apparenza, sono come persone che languono, assomigliano al legno nero e secco, poiché sono umili e piccole al di fuori. Non sono persone dai grandi discorsi, dalle grandi opere e grandi cose; non sono appariscenti e, a detta loro, non brillano in nulla. Ma chi conosce la vena piena di vita che è nel profondo del loro essere, dove rinunciano a ciò che sono per natura, dove Dio è presente e li sostiene, quale gioia questa conoscenza gli procurerebbe!



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