Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

La preghiera

Che cos'è la preghiera?


Pregare è mettersi in relazione personale e viva con Dio nostro Padre infinitamente buono, con il suo Figlio Gesù Cristo e con lo Spirito Santo.

E’ Dio che chiama ogni persona all’incontro misterioso della preghiera. Ma noi spesso siamo distratti. Le “cose” del mondo catturano la nostra attenzione e ci confondono.

La voce del Padre si mescola al frastuono che ci circonda fino a scomparire. Il nostro spirito cessa di esistere e subentra “l’ansia della vita”, l’attaccamento alle cose materiali ci rende schiavi, scontenti, ansiosi, timorosi, irascibili.

Nella maggior parte dei casi si prega quando si ha bisogno d’aiuto, quando una malattia minaccia la nostra vita, quando non abbiamo nulla di meglio da fare, insomma ogni tanto ci ricordiamo di Dio, ci ricordiamo di avere un Padre…e la cosa più bella è che ci arrabbiamo con Lui se non opera “subito” il miracolo. Allora ecco che la preghiera diventa un amuleto porta fortuna, ma quando questo amuleto non funziona lo buttiamo.
Siamo fuori strada, la preghiera deve essere un’elevazione e comunicazione dell’anima con Dio.
Dobbiamo pregare come pregava Gesù, egli pregava da solo, si ritirava in luoghi deserti, e in un verginale silenzio stabiliva un’intimità con il Padre.
Preghiera quindi che diventa comunione infinita con Dio. Attraverso la preghiera si instaura un rapporto reale e personale tra l’uomo e Dio. Ma affinchè questo avvenga non dobbiamo solo recitare formule imparate a memoria, quando si recita, la preghiera è caratterizzata dalla velocità. Bisogna sbrigarsi, borbottare senza capire nemmeno quello che stiamo dicendo e arrivare alla fine con il sospirato “amen”. L’importante è esaurire la dose prescritta di preghiere, in questo modo la nostra coscienza è a posto, il nostro dovere compiuto…

Diversa è la posizione di chi, invece di recitare le preghiere, si pone in un atteggiamento orante. L’orante è colui che avverte l’esigenza di stabilire il contatto del cuore, un dialogo con un Tu. L’orante non è toccato dalla fretta, a lui sta a cuore la qualità della preghiera più che la quantità.

Gesù ci ricorda come pregare quando dice:

    “… Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: -Hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele crediate. Voi dunque pregate così: - Padre nostro…” (Mt. 6.6)

Cerchiamo quindi di essere, non solo buoni cristiani perchè “recitiamo le preghiere”, ma buoni cristiani perchè viviamo la nostra vita in una preghiera continua, e la preghiera è continua quando continuo è l’amore.
Se amiamo Dio desideriamo di stare con Lui ogni istante, e anche se questo ci sembra impossibile, dobbiamo sapere che non lo è. Quando siamo innamorati di una persona vogliamo trascorrere più tempo possibile con lei/lui, ogni istante lontano diventa una sofferenza. Perchè non amare dello stesso amore il Padre?

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!”. (mt:7,7)

Se presentiamo a Dio la nostra richiesta, possiamo essere certi che verremo esauditi. Egli è infinitamente buono e ascolta la voce dei suo figli.

Molto spesso ci sembra che la nostra preghiera non viene ascoltata e quindi esaudita. Imprechiamo perchè le cose ci vanno male, Dio diventa il responsabile di tutte le nostre avversità. Ma noi cosa ci aspettiamo? Un miracolo? E se non arriva?…..Ci chiediamo mai perchè “ci sembra che Dio non ci ascolti?”. L’errore che commettiamo è proprio questo, il tentatore vuol farci credere questo. Pensiamo piuttosto che Dio non è la nostra bacchetta magica. Lui è un Padre, un Padre misericordioso ma, noi quando ci ricordiamo di Lui? Nel momento del bisogno, ”forse”, lo invochiamo.

Siamo disposti ad ascoltarlo? Ecco, il punto è proprio questo: non è Dio a non ascoltarci, ma siamo noi che non gli prestiamo attenzione. Chi di noi si dimentica del proprio padre o della madre o del fratello? E’ difficile che questo avvenga. Eppure tutti, o quasi, ci dimentichiamo che Dio è nostro Padre.

Nel momento in cui presentiamo la nostra preghiera al Signore, mettiamoci in ascolto, e sentiamo quello che vuole dirci. Rimettiamo tutto nelle sue mani e affidiamoci alla sua infinita misericordia. Invocate Dio nelle difficoltà, rivolgetevi a lui nelle ore di scoraggiamento o di rimorso. Vi risponderà in modo sicuro. Sperimenterete che è davvero un Dio vivente. Egli risponde alle preghiere di tutti gli uomini, senza distinzione. Non solo preghiere imparate a memoria o insegnate dal catechismo, ma una preghiera rivolta direttamente a lui, che vi conosce. Non solo preghiere nel momento di bisogno, per cercare aiuto in una grande angoscia, in una malattia grave o in un pericolo. Ma anche una preghiera per parlare con Lui delle vostre piccole difficoltà giornaliere.

Abbiamo un Dio molto grande, che fa cose grandi e per il quale tuttavia nessun problema dei credenti è troppo piccolo. Non lo stancheremo mai. Un bambino che ha fiducia in suo padre non avrà paura di disturbarlo, fosse anche solo per farsi temperare la matita, per farsi allacciare i lacci delle scarpe e per rispondere a qualche domanda, anche se ingenua e formulata con un linguaggio infantile. Cercate l’aiuto e la grazia di Dio, pregandolo, convinti sempre che Egli vi ascolta senza porre condizioni. Parlategli di tutte le vostre necessità, esponetegli ogni vostro dubbio. Non aspettate domani per avere questo rapporto con lui. Rivolgetevi a lui con piena fiducia.

E Gesù disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. (Mc: 6,31) Anche allora come oggi, abbiamo bisogno di un posto tranquillo per poter pregare e poter raccoglierci con il Signore. Abbiamo bisogno di chiudere la porta della nostra camera per pregare il nostro Padre ” E il nostro Padre che vede nel segreto ci ricompenserà”. (Mt: 6,6).

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