Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Un progetto di salvezza

Che cosa dice Dio agli uomini? Quale è il suo messaggio? Egli tende a salvare l'uomo e la storia dal peccato e dal male, dalla sofferenza e dalla morte. Noi rispondiamo con la nostra fede, rispondiamo alla sua chiamata e aderiamo, con la nostra vita, alle verità da Lui rivelate.
 

Dio nella sua infinita bontà, ha sempre parlato all’uomo, gli ha indicato la strada da seguire per vivere in pace ed armonia, già dall’inizio della vita Egli ha stabilito un patto d’amore… Ricordate Adamo ed Eva? Dio, dopo avergli dato la vita, gli propone la sua amicizia, e loro cosa fanno? Infrangono il loro rapporto con Dio illudendosi di poter fare a meno di Lui. Essi, non rispettano il patto proposto dal loro Creatore e disubbidiscono al suo comando, le conseguenze di questo atto sono tremende, sopraggiunge lo smarrimento, la sofferenza e l’angoscia della morte.
Ma Dio, è un Dio fedele che torna a parlare all’uomo e gli propone di rinnovare l’alleanza con Lui.
Le tappe principali di questo rapporto sono: l’alleanza con Noè, quella con Abramo, quella con Mosè e quella definitiva realizzata da Gesù.


(Il patto di Dio con Noè 1567, Rijksmuseum, Amsterdam, Olanda).
 
L’allenaza con Noè; Dio disse a Noè e ai suoi figli:
“Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi… Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra”
(Genesi 9,8-13).
L’arcobaleno, visto da Noè alla fine del diluvio, unisce cielo e terra in unico abbraccio. Dio è sempre pronto a perdonare l’uomo che si allontana da Lui e a ristabilire un rapporto d’amore e di amicizia. Questo arco che viene avvistato è anticipato da altri due segni di speranza che sono la colomba che ritorna da Noè e il ramo d’ulivo, che questa porta in becco. Tali segni testimoniano la ripresa della vegetazione nelle vallate, in seguito al ritiro delle acque, dopo giorni e giorni di diluvio. La colomba e l’ulivo sono ancora oggi considerati simboli di pace.


(Il sacrificio di Abramo)
 
L’alleanza con Abramo; Il Signore disse ad Abram:
“Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione… e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”
(Genesi 12,1-3).
Abramo si fida di Dio, parte con la sua gente e le sue greggi per cercare di raggiungere Canaan, e la sua fiducia non viene delusa perchè il Signore gli dona una discendenza numerosa “come le stelle del cielo e come la sabbia del mare”.
Da Abramo nasce Isacco, e da Isacco Esaù e Giacobbe. A Giacobbe nacquero dodici figli e ciascuno di loro divenne patriarca , capostipite di una tribù del popolo ebraico. Giuseppe, il penultimo dei figli di Giacobbe, venne venduto dai fratelli come schiavo agli egiziani, ma la protezione di Dio era sopra di lui e divenne ben presto primo ministro del faraone. Fu proprio grazie a lui che la sua famiglia potè scampare ad una carestia che colpì la terra di Canaan, infatti li perdonò e li fece trasferire in Egitto. Qui essi divennero numerosi ed erano in buoni rapporti con gli egiziani.



(Matteo Rosselli,
Il roveto ardente, prima del 1623, ciclo pittorico della tribuna del Duomo, Pisa).

L’alleanza con Mosè; Il Signore chiamò Mosè dal monte e gli disse:
“Parla ai discendenti di Giacobbe, gli israeliti, e annuncia queste mie parole: se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me il mio popolo fra tutti i popoli”
(Esodo 19,3-5).
Dio chiamò Mosè a collaborare al suo progetto di liberazione del popolo oppresso (gli egiziani ridussero in schiavitù il popolo ebraico) la Sua voce tuonò da un roveto ardente che mai si consumava. Il nome di colui che lo chiamava era Jahvè, termine ebraico che significa IO SONO COLUI CHE SONO. L’espressione sottolinea che Dio è presente, dà la vita e si prende cura dei suoi figli.
Mosè come Abramo, obbedì alla voce di Dio e condusse il suo popolo fuori dall’Egitto, nel deserto.
Dopo giorni e giorni di cammino, giunsero ai piedi del monte Sinai e si accamparono. Dio chiamò Mosè sulla cima della montagna e gli affidò il codice dell’alleanza o il
Decalogo, dieci brevi formule che impegnano Israele ad amare e a rispettare Dio e il prossimo. Sono dieci regole di vita che costituiscono la strada maestra per vivere nella pace e nella felicità, secondo la volontà di Dio. Le tavole su cui furono scritti i dieci comandamenti vennero poste in un contenitore di legno, chiamato Arca dell’Alleanza che era collocato sempre al centro dell’accampamento per non dimenticare il patto stretto con Dio.


Il profeta Ezechiele (Michelangelo) Isaia (Raffaello)
 
Da Mosè a Gesù, molti sono stati gli eventi del popolo ebraico e in questo periodo molti i profeti che Dio ha inviato perchè tenessero viva la fedeltà all’alleanza e la speranza nel futuro. Essi parlavano in nome di Dio, rinnovando la promessa di un Messia che avrebbe realizzato in maniera definitiva il regno del Signore.


(natività di Gesù, 1304-1305, affresco, Palazzi Vaticani, Roma).
 
L’alleanza definitiva con Gesù;
“E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti”.
(Michea 5,1)
Gesù di Nazareth è nato, probabilmente, nell’anno romano 748, che corrisponde al 6 a.C. del nostro calendario. La sua vita e le sue opere sono narrate da quattro evangelisti, però solo due di questi, Matteo e Luca, narrano della nascita. L’intento degli evangelisti è rivelare che Gesù è il figlio di Dio, la stella che porta luce al mondo e realizza in modo definitivo l’alleanza d’amore tra Dio e l’uomo.
Gesù stesso, nell’ultima cena di Pasqua vissuta con i suoi discepoli, dopo aver preso il calice del vino e reso grazie dirà:
“Bevetene tutti, perchè questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati”
(Matteo 26,27-28).

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...