Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

L'avvento del Regno di Dio

Con Gesù, Dio entra per sempre nella storia dell'uomo. Irrompe nel mondo il Regno di Dio.


Il contenuto della predicazione di Gesù è l’annuncio della presenza effettiva del regno di Dio in mezzo agli uomini: esso è fondato sulla giustizia, sulla fratellanza, sull’amore e sulla pace. Nei confronti di questo annuncio ognuno di noi è chiamato a prendere posizione e a collaborare perchè il regno di Dio si possa realizzare in pienezza. Così Gesù descrive il regno di Dio.

«Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. [32]Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami». (Matteo 13, 31-32)

E ancora:

[44]Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.


[45]Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; [46]trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. (Matteo 13, 44-46) 

La morte di Gesù.

Gesù tramite la sua morte in croce e la sua risurrezione ha salvato tutti gli uomini dal peccato e dall'egoismo.


Stavano festeggiando la Pasqua ebraica, la festa che gli ebrei celebravano per ricordare il passaggio dalla schiavitù dell’Egitto, alla libertà nella terra promessa ma ecco che Gesù l’arricchisce di nuovi contenuti. La benedizione sul pane e sul vino è l’anticipazione del suo sacrificio sulla croce; il pane e il vino diventano corpo e sangue della “nuova ed eterna alleanza” del progetto di salvezza di Dio: viene istituita così l’Eucaristia (che significa rendimento di grazie) che, per i seguaci di Cristo, è il segno della salvezza; celebrarla permette di far “memoria” di Gesù, di rivivere cioè gli avvenimenti che hanno portato a passare dalla morte del peccato alla vita di uomini nuovi secondo la fede in Cristo.

Ma cosa è avvenuto? Accusato di bestemmia contro la religione, accusato di essere un sobillatore politico e di essersi proclamato Figlio di Dio, Gesù viene condannato a morte.
Egli va incontro alla morte con piena consapevolezza di ciò che lo attende, senza opporsi all’arresto. Questo non significa rassegnazione o scarsa considerazione della vita terrena, ma disponibilità ad attestare e testimoniare fino in fondo il proprio insegnamento.


Morendo Gesù afferma concretamente l’amore di cui aveva parlato e dichiara con forza il suo legame con Dio, origine del suo potere e della sua autorità. Nonostante la sofferenza umana che lo avvolge, la profonda tristezza per non essere stato accettato e compreso, Gesù non dimentica la sua missione e cioè quella di essere vicino a ogni uomo. Ed è proprio sulla croce che incontra il ladrone, un ladrone pentito dei suoi peccati che si affida a Lui, e Gesù non delude, gli dona la salvezza. Ancora una volta, nell’episodio dei due ladroni, si presentano ad ogni uomo che incontra Cristo, due alternative quella del rifiuto o della fede in Lui.

Il buon ladrone

[39]Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». [40]Ma l’altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? [41]Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». [42]E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». [43]Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso». (Luca 23, 39-43) 

La risurrezione di Gesù

"Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede" (1 Cor 15,14)


La risurrezione di Gesù è il centro della fede cristiana, senza risurrezione le promesse di Cristo sarebbero vane, cadrebbero le prospettive di vita e di eternità e la morte riprenderebbe l’ultima parola. Se Gesù non fosse risorto, la sua sarebbe solo la vicenda di uno dei tanti uomini assassinati dall’ingiustizia e dalla malvagità umana.



Gesù è morto. Tutti coloro che l’hanno conosciuto vivono la profonda disperazione della perdita, sopratutto i suoi discepoli. Ma la tomba, che vanno a visitare, è vuota, cosa sta succedendo? Trovano solo un angelo ad accoglierli e questi annuncia che il Cristo non è lì, ma è risuscitato come aveva detto.

La tomba vuota. Messaggio dell’angelo 

[1]Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. [2]Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. [3]Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. [4]Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. [5]Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. [6]Non è qui. E’ risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. [7]Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto». [8]Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.

L’apparizione alle pie donne

[9]Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. [10]Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».

Gesù risorto, con le sue apparizioni, conferma che la sua vita continua presso Dio. Nella sua risurrezione non solo hanno risposta i desideri e le attese di ogni uomo riguardo la possibilità di una vita ultraterrena, ma si mostra con chiarezza che quello che Gesù ha realizzato rimanda al suo essere non solo vero uomo, ma anche vero Dio.

Alla luce della risurrezione si ha la vera comprensione di tutti i gesti e gli insegnamenti di Gesù, del suo legame con il Padre, dell’autorità con cui si rapporta alla legge ebraica e rimette i peccati, dei suoi miracoli. Gesù è Dio.

Gesù è Dio venuto nella storia, coloro che riconoscono ciò si confrontano con il modello di uomo da lui proposto, e tentano di realizzare il Regno di Dio di cui ha parlato.
Gesù è Dio venuto nella storia per salvare l’uomo… da cosa?

-Dal non senso: l’uomo non è sulla terra per caso, ma perchè Dio lo ha voluto e amato;
-dalla paura della morte: l’uomo risorgerà;
-dall’angoscia del peccato: l’uomo è perdonato da Dio;
-dall’incertezza:all’uomo è indicata la via da seguire;
-dall’egoismo e dalla solitudine: l’uomo è chiamato a nuovi rapporti con gli altri;
-dalla schiavitù del potere e del denaro: l’uomo vale per se stesso e non per il riconoscimento degli altri o per ciò che ha.

Gesù dona all’uomo la salvezza e gli affida un compito: quello di realizzare pienamente la propria umanità nell’apertura a Dio e agli altri. Ogni cristiano deve seguire Gesù non per dovere, ma nella convinzione che solo in quella sequela si realizza veramente la propria umanità, e dunque la propria felicità.

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