Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 11 agosto 2014



Antifona d'ingresso
Vieni sposa di Cristo, ricevi la corona
che il Signore da sempre ha preparato per te. 


Libro di Ezechiele 1,2-5.24-28c.
Il cinque del mese - era l'anno quinto della deportazione del re Ioiachìn -
la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu sopra di lui la mano del Signore.
Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente.
Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana
Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali.
Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste.
Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane.
Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore
il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava.

Salmi 148(147),1-2.11-12ab.12c-14a.14bcd.
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell'alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere.

I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le fanciulle,
i vecchi insieme ai bambini


lodino il nome del Signore:
perché solo il suo nome è sublime,
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli.

Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.
È canto di lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli di Israele, popolo che egli ama.
Alleluia.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 17,22-27.
Mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini
e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Venuti a Cafarnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?».
Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?».
Rispose: «Dagli estranei». E Gesù: «Quindi i figli sono esenti.
Ma perché non si scandalizzino, và al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te». 


Meditazione del giorno
Sant'Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Lettera 35, a Orontano, 6, 13 ; PL 16, 1078
 
“I figli sono esenti”
    L’apostolo Paolo dice che la creazione stessa attende la rivelazione dei figli di Dio (Rom 8,19). La creazione è ora soggetta, suo malgrado, al potere del nulla, ma è nella speranza.  Poiché spera che Cristo l’aiuterà con la grazia a liberarsi dalla schiavitù dell’inevitabile corruzione e a ricevere la gloriosa libertà dei figli di Dio. Così ci sarà una sola libertà, per la creazione e per i figli di Dio, quando si manifesterà la gloria di questi ultimi. Ma ora, finché questa rivelazione si fa desiderare, tutta la creazione geme attendendo di condividere la gloria della nostra adozione e redenzione (v. 22).

    E’ chiaro che le creature che gemono attendendo l’adozione a figli hanno in loro i primi doni dello Spirito (v. 9ss). L’adozione dei figli è la redenzione del corpo intero, quando questo, in quanto figlio adottivo di Dio, vedrà faccia a faccia il bene eterno e divino. C’è già l’adozione filiale nella Chiesa del Signore quando lo Spirito grida “Abba, Padre” (v. 15). Ma questa adozione sarà perfetta quando coloro che saranno ammessi a guardare la faccia di Dio risorgeranno nell’immortalità, l’onore e la gloria. Allora si considererà veramente riscattata la condizione umana. Ecco perché l’apostolo Paolo osa dire: “Nella speranza noi siamo stati salvati” (v. 24). Infatti la speranza salva, come la fede, di cui si dice: “La tua fede ti ha salvato” (Mc 5,34). 



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