Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 12 settembre 2014

Antifona d'ingresso
Tu sei giusto, Signore,
e sono retti i tuoi giudizi:
agisci con il tuo servo secondo il tuo amore. (Sal 119,137.124)


Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 9,16-19.22b-27.
Fratelli, non è per me un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.
Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero;
mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno.
Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.
Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!
Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile.
Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria,
anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

Salmi 84(83),3.4.5-6a.8a.12.
L'anima mia languisce e brama
gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

Anche il passero trova la casa,
la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.

Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza;
cresce lungo il cammino il suo vigore.

Sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina con rettitudine.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,39-42.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?
Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?
Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».

Meditazione del giorno
Sant'Efrem Siro (ca 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa
Discorso 3, 2.4-5
 
“Allora potrai vederci bene”
Allontana, Signore, la notte oscura,
col giorno luminoso della tua conoscenza,
affinché la nostra intelligenza illuminata
ti serva con purezza tutta nuova…
L’inizio della corsa del sole
segna per i mortali l’inizio del lavoro:
prepara nelle nostre anime, Signore,
la casa per il giorno che non avrà fine.

Dacci di vedere in noi
la vita della resurrezione
e riempi i nostri cuori delle tue eterne delizie.
Imprimi in  noi, Signore, con la fedeltà al tuo servizio,
il segno del Giorno che non dipende dal sorgere
né dal percorso del sole.

Ogni giorno, nei tuoi sacramenti, ti abbracciamo
e ti riceviamo nel nostro corpo:
accordaci di sperimentare in noi
la resurrezione che speriamo.
Sii per i nostri pensieri, Signore,
le ali che ci conducono in alto, leggeri,
e ci trasportano alla nostra vera dimora.

Riceviamo nel corpo il tuo tesoro
con la grazia del battesimo…
Potessimo capire a quale bellezza
siamo chiamati con la bellezza spirituale
che la tua immortale volontà risveglia in noi…
La tua resurrezione, Gesù,
faccia crescere in noi l’uomo interiore (cfr Ef 3,16),
e la contemplazione dei tuoi misteri
sia lo specchio dove arriviamo a riconoscerti (cfr 1Cor 13,12)…

Dacci, Signore, di affrettarci verso la patria santa,
e di possederla fin d’ora con la contemplazione
come Mosè ha visto la Terra promessa
dalla cima della montagna (Dt 34,1).



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