Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 22 settembre 2014

Antifona d'ingresso
“Io sono la salvezza del popolo”,
dice il Signore,
“in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò
e sarò il loro Signore per sempre”.
Libro de Proverbi 3,27-35.
Figlio mio: Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo.
Non dire al tuo prossimo: "Và, ripassa, te lo darò domani", se tu hai ciò che ti chiede.
Non tramare il male contro il tuo prossimo mentre egli dimora fiducioso presso di te.
Non litigare senza motivo con nessuno, se non ti ha fatto nulla di male.
Non invidiare l'uomo violento e non imitare affatto la sua condotta,
perché il Signore ha in abominio il malvagio, mentre la sua amicizia è per i giusti.
La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio, mentre egli benedice la dimora dei giusti.
Dei beffardi egli si fa beffe e agli umili concede la grazia.
I saggi possiederanno onore ma gli stolti riceveranno ignominia.

Salmi 15(14),1b.2-3a.3bc-4ab.5.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
non dice calunnia con la lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Chi presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l'innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 8,16-18.

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
« Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.
Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere ».

O M E L I A
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano 
 "Non c'è nulla di segreto che non sia manifestato"

Chi vuole che una cosa non si sappia, non solo non la deve fare, neanche la deve pensare o immaginare. Anche i pensieri vengono svelati. Possiamo nasconderli nel profondo del cuore, ma alla fine qualcuno saprà come farli uscire fuori. Molti sono i ladri, gli scassinatori, i rapinatori dei nostri pensieri segreti, nascosti, che noi ritenevano fossero inviolabili, inaccessibili, senza alcuna possibilità umana di essere conosciuti.
Quanto si compie verrà sempre alla luce e quanto si pensa sarà sempre conosciuto dagli altri, non da uno solo, ma dal mondo intero. Gesù sa questo e vuole che la vita dei suoi discepoli sia una vita senza alcuna ipocrisia, da compiersi sempre in piena luce, mai nelle tenebre. Le tenebre, il nascondimento, la segretezza, l'oscurità, il buio non sono per i discepoli del Signore. Non possono esserlo, perché queste cose esistono solo per l'istante in cui vengono fatte, poi subito si apre il sipario della storia e tutto viene in piena luce. Niente, veramente niente, rimane oscurato. Tutto invece verrà illuminato con fari potentissimi, più splendenti che i raggi del sole.
Sarebbe sufficiente che ognuno si convincesse di questa verità perché desse una impostazione nuova alla sua vita. Non esiste il segreto, né il nascondimento, né un luogo occulto e neanche un riparo sicuro, lontano da occhi indiscreti. Esiste solo e sempre la luce del sole. Tutto è visibile, tutto udibile, tutto toccabile. Questa è la realtà della nostra condizione umana. Con essa dobbiamo fare i conti ogni giorno.
Gesù ha costituito i suoi discepoli luce del mondo, sale della terra. Loro non si possono nascondere, eclissare, sotterrare perché nessuno li veda. Non possono rinnegare la loro appartenenza a Cristo Gesù, perché questa è un fatto storico ed è proprio degli eventi storici la loro conoscibilità. L'evidenza è di tutto ciò che è stato posto in essere.
Nessuna vergogna di essere cristiani, nessun ripensamento, nessuna fuga dalla nostra fede, specie nei momenti di persecuzione e di martirio. Gridare la nostra appartenenza a Cristo Gesù è nostro dovere, da assolvere con cura, diligenza, sapienza, grande obbedienza ad ogni volontà del Signore Dio nostro. Nasconderci ci fa traditori di Cristo e rinnegatori del suo santo nome. Ci fa soltanto dei fedifraghi, dei profanatori della santità di Cristo Gesù, ci costituisce persone stolte, perché incapaci di portare a compimento l'opera della propria appartenenza a Cristo Signore.
Invece siamo chiamati a brillare come cristiani più dei raggi del sole, senza vergogna, senza alcuna ritrosia, senza svilimento del nostro nuovo essere ricevuto il giorno in cui divenimmo credenti. È questo oggi il male della nostra fede: quel rispetto umano che ci fa nascondere i segni del nostro essere di Cristo Gesù. Chi è discepolo di Gesù lo deve essere pubblicamente, mai nascostamente. Lo deve essere dinanzi al mondo intero. Non si può limitare ad esserlo nel privato, nel chiuso della sua camera, nello steccato dell'ovile durante la notte. Questo modo di appartenere di certo non va. Non è la verità del nostro essere e del nostro operare, che deve rimanere sempre pubblico. Il cristiano è l'uomo più pubblico che esiste nel mondo. È questa la sua essenza, la sua natura, il suo statuto divino. Così il Signore l'ha fatto, così dovrà rimanere in eterno.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, fate che ogni discepolo del Signore sia più splendente della luce del sole dinanzi ad ogni uomo, sempre.




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