Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 16 ottobre 2014

Antifona d'ingresso
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele. (Sal 130,3.4)




 Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 1,1-10.
Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù:
grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,
predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo,
secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto;
nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza,
poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito
per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.

Salmi 98(97),1.2-3ab.3cd-4.5-6.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,47-54.

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi.
Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;
perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo,
dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario". Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,
tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Meditazione del giorno
Baldovino di Ford (?-ca 1190), abate cistercense, poi vescovo
Il sacramento dell'altare, II, 1 ; SC 93
 
« Cominciarono a trattarlo ostilmente, tendendogli insidie »
    «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16). Questo Figlio unigenito è stato «offerto», non perché i suoi nemici avessero prevalso, bensì perché lui in prima persona l'ha voluto (cfr Is 53,10.11). «Amò i suoi fino alla fine» (Gv 13,1). La fine è la morte accettata per coloro che egli ama; ecco la fine di ogni perfezione, la fine dell'amore perfetto, perché «nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).

    Nella morte di Cristo, questo amore è stato più potente dell'odio dei suoi nemici; l'odio ha potuto fare soltanto ciò che l'amore gli aveva permesso. Giuda, o i nemici di Cristo l'hanno consegnato alla morte, per la loro cattiveria. Il Padre ha consegnato suo Figlio, e il Figlio ha consegnato se stesso per amore (Rom 8,32; Gal 2,20). L'amore tuttavia non è colpevole di tradimento; è innocente, anche quando Cristo muore a causa di esso. Infatti solo l'amore può fare liberamente quanto gli piace. Solo l'amore può costringere Dio e, come lui, dare ordini. È l'amore  che l’ha fatto scendere dal cielo e l’ha messo in croce, ad aver sparso il sangue di Cristo per la remissione dei peccati, in un atto tanto innocente quanto salutare. Tutta la nostra azione di grazia per la salvezza del mondo è dunque dovuta all'amore. E ci spinge con una logica imperiosa ad amare Cristo quanto altri hanno potuto odiarlo.


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