Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 27 dicembre 2014


Antifona d'ingresso
Questi è Giovanni,
che nella cena posò il capo sul petto del Signore:
Apostolo beato, che conobbe i segreti del cielo,
e diffuse nel mondo intero le parole della vita. 
 

Prima lettera di san Giovanni apostolo 1,1-4.
Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita
(poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi),
quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo.
Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

Salmi 97(96),1-2.5-6.11-12.
Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

+ Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,2-8.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,
e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.


O M E L I A
a cura di
Qumran2.net

Monaci Benedettini Silvestrini  
Discepolo prediletto

Siamo oggi invitati a metterci in attento ascolto di colui che ci rivela i segreti di Dio, che ha poggiato il suo capo sul petto del Signore ascoltandone i teneri battiti in momenti drammatici, di quel discepolo che Gesù amava, l'unico che ha avuto il coraggio di salire fino al Golgota e ivi rimanere fino a strappare dal cuore del crocifisso l'ultimo regalo per l'umanità: Ecco tuo figlio! Ecco tua madre! Egli si presenta attraverso il suo vangelo e le sue lettere come l'apostolo della carità: amore di Dio di cui è prova l'amore verso il prossimo. Modello di questo amore verso il Padre è Gesù, nell'obbedienza alla sua volontà e verso gli uomini nel dono di se stesso, nel pane di vita e nella lavanda dei piedi nell'ultima cena: Vi ho dato l'esempio affinché anche voi vi laviate i piedi gli uni gli altri. E' il primo degli apostoli che getta il suo sguardo nel sepolcro vuoto e diventa in questo modo testimone verace della risurrezione del Signore che ama immensamente. Per questo suo amore non può tollerare il tradimento di Giuda. E' una realtà così dolorosa che gli ripugna, inaccettabile. Non lascia quindi occasione nel suo vangelo di mostrare orrore per l'ingrato tradimento e ogni volta che deve fare il nome di Giuda, gli rimprovera il suo delitto: "Colui che poi lo tradì". La sua testimonianza è fondata su quanto egli ha potuto constatare e sperimentare: "Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo a voi perché anche voi siate in comunione con noi". Egli è un testimone particolare, unico vorrei dire, della vita del Signore. A lui Gesù sulla croce affidò la mamma. Egli la prese con sé. Chi può dire quante confidenze abbia avuto da Maria? E come si sarà infiammato il suo cuore via via che prendeva una conoscenza più profonda del mistero del Figlio di Dio. San Giovanni ci introduca nella conoscenza di questo amore per esserne conquistati e infiammati. 
 
 
 
 
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