Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 24 gennaio 2015

Antifona d'ingresso
Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore,
essi vi guideranno con sapienza e dottrina. (Ger 3,15)

 

Lettera agli Ebrei 9,2-3.11-14.
Fratelli, fu costruita una Tenda: la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell'offerta: essa veniva chiamata il Santo.
Dietro il secondo velo poi c'era una Tenda, detta Santo dei Santi, con
Cristo invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano di uomo, cioè non appartenente a questa creazione,
non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne,
quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte, per servire il Dio vivente?

Salmi 47(46),2-3.6-7.8-9.
Applaudite, popoli tutti,
acclamate Dio con voci di gioia;
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
re grande su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni;
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Dio è il re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sui popoli,
Dio siede sul suo trono santo.

  + Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 3,20-21.
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «E' fuori di sé». 
 
 
O M E L I A
a cura di
Qumran2.net
 
 Monaci Benedettini Silvestrini  
 «E' fuori di sé»

Gesù fa scandalo per purificare i cuori; Gesù penetra nelle coscienze in modo profondo per la salvezza; Gesù chiede una fede totale e completa perché la fede si rafforzi; Gesù rende evidenti tutte le contraddizioni per sanarle. C'è chi si oppone in modo ipocrita e chiude il cuore a questa conversione, a questa fede: alla salvezza. C'è, invece, chi ha bisogno ancora di maturare la propria fede; chi deve compiere un cammino per arrivare alle verità profonde del messaggio di Gesù. I familiari più stretti di Gesù probabilmente appartengono a questa categoria. Sono sinceramente preoccupati, non per loro, ma perché si rendono conto facilmente che Gesù incontrerà sempre più difficoltà, problemi sempre maggiori. Qualcuno di loro, forse chi lo conosce meglio, già si sta rendendo conto che questo procurerà a Gesù stesso rifiuti e d anche, forse, dolori e sofferenze. Non c'è in loro volontà di nuocere a Gesù; manca, forse, una fede completa, o la fede ragiona ancora con categorie umane e non divine. Ci sarà ancora un cammino da fare con Gesù, un cammino che porterà sotto la Croce ma che accompagnerà nella fede chi seguirà Gesù. È questa la lettura di questo brano che sembra così difficile. Gesù fa senz'altro scandalo, è ogni messaggio di vero amore produce anche scandalo, ma è un invito a penetrare con fede nel suo Mistero più profondo. 
 
 Meditazione del giorno
San Tommaso d'Aquino (1225-1274), teologo domenicano, dottore della Chiesa
Lezioni per la festa del Corpo di Cristo
 
Gesù si dona completamente, fino a dare il suo corpo e il suo sangue
    Gli immensi doni di cui il Signore ha ampiamente colmato il popolo cristiano lo elevano ad una dignità altissima. Non ci sono infatti, e non ci sono mai state, nazioni le cui divinità siano tanto vicine quanto il nostro Dio lo è a noi (cfr Dt 4,7). L’Unigenito Figlio di Dio, nel disegno di renderci partecipi della sua divinità, ha assunto la nostra natura e si è fatto uomo per divinizzare gli uomini. Tutto ha usato per la nostra salvezza. Infatti per riconciliarci con Dio, ha offerto a Dio Padre il suo corpo e il suo sangue sull’altare della croce; ed ha sparso il suo sangue come prezzo per riscattarci dalla condizione di schiavi e per purificarci da tutti i peccati col bagno della rinascita.

    Affinché resti in noi l’eterno ricordo di tale immenso dono, ha lasciato ai credenti il suo corpo come cibo ed il suo sangue come bevanda sotto le specie del pane e del vino. Ammirabile e prezioso banchetto che porta la salvezza e contiene la pienezza dell’amore! Cosa c’è di più prezioso di questa cena dove ci è offerta non la carne di vitelli e di capri, ma Cristo vero Dio? 



 
 
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