Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 3 febbraio 2015

Antifona d'ingresso
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode. (Sal 106,47)
 
 
Lettera agli Ebrei 12,1-4.
Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,
tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo.
Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato

Salmi 22(21),26b-27.28.30.31-32.
A te, Signore, scioglierò i miei voti
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
"Viva il loro cuore per sempre".

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.

A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. E io vivrò per lui,
Servirà il Signore la mia discendenza;
si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunzieranno la sua giustizia;

al popolo che nascerà diranno:
"Ecco l'opera del Signore!".

+ Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,21-43.
Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare.
Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi
e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva».
Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia
e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,
udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti:
«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?».
I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?».
Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo.
E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.
Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?».
Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!».
E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava.
Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme».
Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina.
Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!».
Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore.
Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare. 
 
 O M E L I A
a cura di
Qumran2.net
 
 Monaci Benedettini Silvestrini  
Fanciulla, Io ti dico: alzati!

Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie. Così abbiamo cantato prima di leggere il Vangelo di oggi, che ci parla di Gesù, che è un Dio compassionevole verso chi soffre, verso chi è solo, verso chi è malato e anche verso chi è... morto: verso tutti! Egli dona speranza a tutti, ad ognuno di noi. Egli è la nostra unica salvezza. Egli è "la Risurrezione, è la Vita!", è la nostra Speranza! E beati quelli che vanno a Lui con fede sincera, come la fede di Giaìro, come la fede della povera donna emoroìssa, che aveva speso tutti i suoi averi per i medici, e senza trovarne nessun giovamento, anzi piuttosto peggiorando. Ella pensò: "...se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata". Così fece ed ecco subito il miracolo: "E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male". Sarebbe come dire, in chiave moderna: andare a trovare Gesù in chiesa: "...basta che io tocchi solo la porticina del tabernacolo dell'altare e sarò guarito!... Basta che io riceva la comunione in grazia a di Dio e con fede sincera, e guarirò!...". E Gesù si accorse sùbito della forza che era uscita da Lui e chiese: "Chi mi ha toccato?... Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và e sii guarita del tuo male!". Infatti è la fede in Gesù che ci guarisce e ci libera da ogni male, sia dell'anima che del corpo. E poi Gesù entra nella casa del capo della sinagoga, ma... la figlia è morta ormai! Ma per Lui non c'è problema, e dice: "Non temere, soltanto abbi fede!". E prese la mano della bambina e le disse: "Talità kum!... cioè "fanciulla, io ti dico: àlzati!". E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva dodici anni. Gesù è il Padrone della vita, Egli è la Fonte della nostra vita, quella terrena e anche quella eterna. Egli è il Figlio del Dio vivente, è il Figlio del Padre, disceso tra noi sulla terra. Ci ama davvero, e mai ci abbandona. Abbiamo fede in Lui e amiamolo con tutto il cuore e con tutta l'anima nostra, e saremo pienamente realizzati come persone realizzate, libere, serene e anche gioiose, e cristiani veri finalmente! 
 
 
 
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