Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

“Beati i poveri in spirito… perché di essi è il regno dei cieli. “

La povertà che Gesù proclama nella prima beatitudine non è una povertà materiale, egli non ci chiede di essere dei barboni, dei poveracci , coloro che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, ma la povertà di cui Egli ci parla indica prima di tutto un atteggiamento spirituale nei confronti di Dio. I poveri in spirito attendono ogni aiuto da Dio.
La beatitudine della povertà è un chiaro invito a distinguere nella vita ciò che è l’essenziale, come la comunione con Dio, da ciò che è secondario, come beni e ricchezze. Quindi per rientrare nella categoria dei poveri dobbiamo contare sulla bontà del Signore, sulla sua potenza, sulla sua misericordia, e non solo sulle nostre forze. Dobbiamo mettere ogni speranza in Dio, essere umili davanti a Lui.
La povertà ci chiede di essere aperti alla buona notizia del Vangelo, ad accogliere la parola di Gesù come parola che rassicura, conforta, dona serenità e speranza. Se riusciremo ad essere poveri così, il Regno è già nostro,perchè siamo disposti a riceverlo volentieri e con gioia.
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