Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Presentazione di Gesù al Tempio (2 febbraio-La candelora)

Presentazione del Signore, festa

Antifona d'ingresso
Il Signore nostro Dio verrà con potenza,
e illuminerà il suo popolo. Alleluia. 
 
Libro di Malachia 3,1-4.
Così dice il Signore Dio:
«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti.
Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
Siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'oblazione secondo giustizia.
Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani.

Salmi 24(23),7.8.9.10.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?

Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,

ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. 

Dalla lettera agli EbreiEb 2,14-18 )
Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

+ Dal Vangelo secondo Luca ( Lc 2,22-40 )
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


Presentazione di Gesù al Tempio. Simeone ed Anna in Gerusalemme sono i primi a riconoscere il Messia.

Quando pensiamo alla nascita di Gesù, ci vengono in mente gli angeli, i pastori, i Magi, la stella e questo perchè gli angeli portarono l’annuncio ai pastori e la stella guidò i Magi verso la grotta di Betlemme. Ma ci sono personaggi che pur non avendo ricevuto segni particolari, hanno riconosciuto nel bambino il Messia. Ricordiamo in particolare i due grandi “vecchi”, citati da Luca nel racconto della presentazione di Gesù al tempio, Simeone ed Anna

Queste due persone non fanno parte di alcun gruppo particolare, non politico nè religioso. Quello che li accomuna è una grande fede in Dio e l’attenzione per le Sacre Scritture in particolare per le parole dei profeti.
Entrambi, alla vista di Gesù nel tempio, prima lodano Dio per aver mantenuto fede alla promessa e poi pronunciano parole profetiche. Non hanno ricevuto segni, l’annuncio gli è giunto per altre vie, essi hanno potuto intenderlo perchè la loro vita è stata tutta una preparazione a questo evento.
Ed ora dopo aver visto con i loro occhi la salvezza possono annunciarla al mondo. Soprattutto Anna che va in giro a parlare del bambino e a presentarlo come il Messia atteso da tempo. Anna, insomma, è la prima divulgatrice della Buona Notizia e si può considerare un’anticipatrice degli Apostoli.

Anche noi, oggi, non riceviamo segni visibili, non sentiamo i cori degli angeli che annunciano l’evento, non una stella luminosa appare nel cielo ad indicarci la strada, ma fortunatamente, abbiamo una guida molto preparata: il Vangelo. Le parole che vi sono impresse vengono da Dio, esso deve essere come la stella cometa. Deve essere quella luce che illuminando tutto intorno a noi, dirada le tenebre e ci fa intendere la “verità”.
Il Vangelo deve essere la nostra forza, il nostro coraggio, quella spinta che ci porta a riconoscere Gesù e a urlare al mondo il suo messaggio di salvezza. Deve essere quella spinta che ci porta a dire:” i miei occhi han visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti.



Riflessione

Gesù è presentato al tempio.
(S. Bernardo: Sermoni per le feste della Madonna)

               La Vergine Madre introduce il Signore nel tempio del Signore: anche Giuseppe presenta al Signore non il suo, ma il Figlio diletto del Padre, che in lui ha riposto le sue compiacenze.
Il giusto Simeone riconosce colui che aspettava, la vedova Anna parla di lui. Sono queste le prime quattro persone che hanno celebrato l’odierna processione, che in seguito con gaudio universale sarebbe stata celebrata in ogni luogo e da tutti i popoli.
Nessun peccatore in quella processione: tutti giusti, tutti santi, tutti perfetti. Ma, allora, Signore, salverai soltanto quelli? Cresca il tuo corpo, o Signore, e con esso la tua compassione per noi. Moltiplica la tua misericordia, o Dio, e così salverai tutte le tue creature.
Nel Salmo 47 leggiamo che “la misericordia di Dio rifulge nel mezzo del tempio”, non in un angolo o in un luogo appartato, perché la misericordia di Dio è un dono comune, offerto a tutti: ne è estraneo solo chi la rifiuta. Le sue acque si riversano, o Signore Iddio, ma la fonte sei tu, e soltanto chi non vuole non ne beve. Chi è con te non vedrà la morte, fino a quando non contemplerà  il Cristo del Signore: allora se ne andrà in pace.
               Perché non dovrebbe essere lasciato andare in pace colui che ha dentro di sé il Cristo del Signore? Infatti è proprio lui la nostra pace, lui che abita nei nostri cuori per mezzo della fede. Come uscirai tu, anima meschina, da questo mondo, se non conosci Gesù, guida del tuo cammino? Infatti molti non conoscono Dio. Perché? Perché la luce è venuta, sì,  nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce…
Abbracciamo, dunque, la misericordia che abbiamo ricevuto nel mezzo del tempio, e insieme con la beata Anna non allontaniamoci dalla casa del Signore: “Il tempio di Dio è santo, quali pur voi siete”, dice l’Apostolo.
La misericordia di Dio è vicina a voi, la sua parola è sulla vostra bocca e nel vostro cuore. Insomma, Cristo abita nei vostri cuori per mezzo della fede. Sono i vostri cuori il tempio di Dio e la sua abitazione: a meno che voi non dimentichiate che l’anima del giusto è sede della sapienza.


Leggi anche  Festa della luce
 
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...