Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Prima domenica di Avvento anno A

Antifona d'ingresso

A te, Signore, elevo l’anima mia,
Dio mio, in te confido: che io non sia confuso.
Non trionfino su di me i miei nemici.
Chiunque spera in te non resti deluso. (Sal 25,1-3) 


Dal libro del profeta Isaìa

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.
 
Salmo 121   (Scarica lo spartito )
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
Dal Vangelo secondo Matteo (24,37-44)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entro nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.  Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà.  Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Meditazione del giorno
Il brano del vangelo ci esorta ad essere vigilanti, perchè la venuta del Signore sarà improvvisa, ci troverà, Gesù, pronti ad accoglierlo? Cosa significa essere vigilanti?
Certamente non dobbiamo stare con gli occhi alzati verso il cielo ad aspettare, senza fare nulla, ma dobbiamo operare nel mettere in pratica il messaggio del Vangelo. L’esempio che il vangelo ci porta è quello del ladro che va a scassinare una casa, io penso che ognuno di noi, sapendo che questo avverrà nella propria casa, cercherà di non allontanarsi, si farà trovare pronto per respingerlo, gli impedirà di entrare, chiamerà i carabinieri e la polizia per farsi proteggere sarà vigile per non farsi cogliere di sorpresa

La venuta di Gesù è come la venuta del ladro, improvvisa e imprevista. Non sappiamo nè il giorno nè l’ora e ci sorprenderà nel pieno delle nostre attività quotidiane, quindi dobbiamo essere vigilanti, essere pronti alla sua venuta, mettendo in pratica la Parola del Vangelo.
Nel testo troviamo scritto che quando verrà, il Signore, se due uomini fanno lo stesso lavoro nei campi, o due donne macinano la mola, uno di loro verrà preso e l’altro lasciato, ciò non vuole dire che Gesù preferisce uno all’altro ma il fatto che uno di loro sarà stato vigile e l’altro no.
Uno di loro avrà operato bene, l’altro no.
Vigilare e operare bene significa fare la volontà del Padre, significa seguire le parole del Vangelo, significa prendersi cura dell’altro, pregare assiduamente, avere fede in Dio e riconoscere la sua presenza nella nostra vita, in modo da poter affrontare tutte le difficoltà che si presentano con calma e serenità. Significa vivere la propria vita sulle orme di Gesù.
Questo modo di vivere l’attesa è un distintivo del cristiano, è questo che lo contraddistingue. Basta dunque vivere un Natale solo per “tradizione”, sentiamolo in noi, andiamo con gioia incontro al Signore che viene.

“Ecco io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”.

 La Parola di Dio si fa preghiera



(apocalisse 3,20)

E’ difficile tenere gli occhi aperti
quando la fatica appesantisce le membra
e vien voglia di abbandonarsi al sonno:
eppure tu ci dici: State attenti, vegliate!
E’ difficile aver un cuore desto
quando lo scoraggiamento ci ha preso il cuore:
eppure tu ci dici: State attenti, vegliate!
E’ difficile continuare a sperare
nel nuovo mondo che ci hai annunciato,
quando tutto va avanti peggio di prima
e sono sempre i furbi a dire l’ultima parola:
eppure tu ci dici: State attenti, vegliate!
E’ arduo tenere accese le lampade
senza conoscere l’ora del tuo ritorno,
senza sapere il momento in cui arriverai:
ma è proprio per questo che ci dici:
State attenti; vegliate!



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Quarta domenica di Avvento anno A

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

Antifona d'ingresso
Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada
e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore. (Is 45,8)


Dal libro del profeta Isaìa (Is 7,10-14)

In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
 
Lettera di San Paolo apostolo ai romani 
(Rm 1,1-7)

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!


Dal Vangelo di Matteo ( 1,18-24).
«Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo dei profeta: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
Meditazione del giorno

Quando Maria ha ricevuto l’annuncio dell’angelo è rimasta senza parole, ma ha accettato quello che Dio le chiedeva, e cioè di essere la madre di Gesù. Ha accolto il bimbo nel suo grembo, ha accolto la Parola nel suo grembo.
Quando Giuseppe ha saputo che Maria era incinta ha avuto paura, si è smarrito, voleva ripudiarla in segreto perchè sapeva che Maria era una brava ragazza, ma non ha fatto in tempo perchè il Signore ha mandato il suo angelo ad annunciargli la verità sulla nascita di Gesù.
Giuseppe si fida, crede alle parole dell’angelo e accoglie Maria e il bambino, accoglie anche lui la Parola che si fa carne. Non esita e non teme, si fida di Dio e accetta la sua volontà.

E noi? Dio manda, non solo ogni anno ma ogni giorno, il suo angelo ad annunciarci la venuta del Figlio, Dio ci chiama ad accogliere Gesù nella nostra vita, ad accogliere la Parola nella nostra vita, ci propone ogni volta uno stile di vita diverso, seguire Gesù non è facile, la sua Parola pesa come un macigno. Vi sembra facile mettere in atto il suo comandamento? “Ama il prossimo tuo come te stesso”, come si fa ad attuare un comando così?
E’ più facile ignorare l’altro, fare finta che non abbia bisogno di me, perchè in cambio cosa me ne viene?
La Parola di Gesù ci mette in difficoltà, se la accettiamo dobbiamo rivedere molto della nostra vita, per questo la Chiesa ci mostra l’atteggiamento di Giuseppe e di Maria affinchè come hanno fatto loro facciamo anche noi. Loro si sono affidati completamente al Padre, dicendogli…”Sia fatta la tua volontà”. Ci hanno portato Gesù il Salvatore sono diventati collaboratori di Dio.
Anche il cristiano è chiamato a questa missione cioè ad accogliere e a donare Cristo al mondo…



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Terza domenica di Avvento anno A


III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

Antifona d'ingresso
Rallegratevi sempre nel Signore:
ve lo ripeto, rallegratevi,
il Signore è vicino. (Fil 4,4.5)





Dal libro del profeta Isaìa (Is 35,1-6.8.10)

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

Salmo 145  (scarica lo spartito)
Vieni, Signore, a salvarci.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
 Meditazione del giorno

Il brano che ci viene proposto in questa terza domenica d’Avvento, parla di gioia, una gioia che ci viene dal fatto che il Signore è in mezzo a noi, egli viene a salvarci, questa è la buona notizia che infonde coraggio, pazienza e perseveranza fino al compimento del “giorno del Signore”.
“I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!”.
Al suo tempo Gesù ha manifestato così la salvezza, risanando i malati nei loro tormenti fisici, per dimostrare che Dio è in mezzo al suo popolo. E nel nostro tempo, come si esprime la salvezza? Bisogna sottolineare che dietro le guarigioni in senso fisico c’è anche la guarigione in senso spirituale. Per cui “riacquistare la vista” diventa “il debole, colui che è senza speranza, guarda verso l’alto, si risolleva”, il “morto che resuscita”è “l’uomo intorpidito dal peccato che si risveglia, che è chiamato a vigilare”, gli “zoppi che camminano” sono “coloro che vacillano, che sono imperfetti, mancanti in senso morale, trovano conforto e ristoro”.
Perciò chi accoglie Gesù accoglie la salvezza, perchè solo Lui può, con la sua Parola, salvarci sia dai mali fisici che da quelli spirituali, chi accoglie Gesù accoglie anche l’impegno che ci ha lasciato:”Fa agli altri ciò che vuoi sia fatto a te!”. “Ama il prossimo tuo come te stesso”.
Così come Gesù ha guarito i malati, altrettanto dobbiamo fare anche noi. Dobbiamo dimostrare con la nostra solidarietà verso chi è nel bisogno, che Gesù viene, che Dio è in mezzo a noi e si manifesta nel nostro amore.
“Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete!”Questo invito ci viene rivolto da Gesù, noi siamo suoi testimoni, è come se egli dicesse: “Andate e riferite ai vostri fratelli quello che udite e vedete”. I cristiani sanno che cosa devono riferire, chi vive della luce di Gesù ode la sua Parola e vede le opere che egli compie, è allora con gioia che dobbiamo gridare a tutti:” Dio non è lontano da noi, Egli è un Dio vicino, che opera meraviglie”.



La Parola si fa preghiera
È un vero profeta, Giovanni Battista:
conosce bene la sua missione, il suo ruolo:
essere il banditore di Gesù!
Non è la luce, ma un testimone della luce.
E, come lui, tu chiami ognuno di noi
a cercare la tua luce, a desiderarla,
ad invocarla, ad annunciarla,
a lasciarci illuminare dal suo chiarore,
ma senza mai spegnerla o soffocarla:
siamo un pallido riflesso della tua gloria.
Non è lui il Cristo: la distanza è così grande
che non si considera neppure degno
di sciogliergli il legaccio dei sandali;
a noi tu ricordi che siamo discepoli fragili,
pur con il tesoro della parola e della grazia
in vasi di creta, senza pretese.
È un vero profeta, Giovanni Battista
ed invita noi ad essere testimoni
di un Amore che ci sorpassa
perché più grande di noi


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Seconda domenica di Avvento anno A

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)
Antifona d'ingresso
Popolo di Sion,
il Signore verrà a salvare i popoli
e farà sentire la sua voce potente
per la gioia del vostro cuore. (cf. Is 30,19.30)


Dal libro del profeta Isaìa (Is 11,1-10)

In quel giorno,
un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno avverrà
che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.

Salmo 71
Vieni, Signore, re di giustizia e di pace. (Scarica lo spartito del Salmo)

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 15,4-9)

Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.
E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome».

+ VANGELO, MATTEO 3, 1-12
“’In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea dicendo: ”Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!’. ‘Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto.-Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
‘Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. ‘Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
Vedendo Però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: ‘Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all’ira imminente? ‘Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio Può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. “Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. “lo vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. `Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile.”
 Meditazione del giorno

Il testo di Matteo mette l’accento sulla necessità della conversione, questa comporta una vera e profonda trasformazione, un cambio di mentalità, di direzione, per intraprendere una nuova via. Non basta la tradizione (siamo figli di Abramo) e neppure una fede di facciata, bisogna effettuare un passaggio :“mi pento quindi mi ricredo”, prima la penitenza, con l’esame dei propri errori e, poi, la speranza, una nuova ripartenza.
La conversione più vera è quella che non ci porta solo ad ascoltare e ad acconsentire, il cristiano è colui che ha il coraggio di uscire dalle proprie abitudini, di abbandonare una fede stanca, di non essere prigioniero di riti formali, di gesti meccanici e abituali, non basta fare solo buoni propositi, è necessario lasciarsi raggiungere dalla Parola del Signore, accogliere Gesù nel Natale significa essere attenti a chi ci sta accanto tutti i giorni. Il Signore, infatti, si manifesta spesso nelle persone che ci sono vicine quotidianamente e chiedono il nostro affetto e la nostra attenzione. Egli non se ne sta chiuso in Paradiso, Egli è in mezzo a noi, e invocando la sua Grazia sono certa che possiamo riconoscerlo.

La conversione deve essere effettiva: è necessario “fare frutti di conversione”, essa non può limitarsi al livello intellettuale; dobbiamo operare affinchè i frutti delle nostre azioni siano visibili. Dobbiamo accogliere l’altro, essere disponibili, gentili, generosi. Questo impegno particolare in preparazione alle feste natalizie, non deve però restare fine a se stesso, cioè, io non posso occuparmi di aiutare un povero solo perchè è Natale, una volta l’anno, per tranquillizzare la coscienza. La chiamata alla conversione deve raggiungerci più profondamente.

“Basta! E’ ora di smettere questa fatica inutile e sterile. Confessate i vostri peccati, la vostra volontà di potenza e la violenza che acceca i vostri cuori: aprite i vostri occhi,guardate in alto e in avanti: ecco, Dio sta per far venire il suo regno mediante Gesù”, ci dice oggi il Battista. Questo è l’Avvento cristiano: uscire dal ripiegamento su noi stessi e guardare con fiducia e speranza a Dio, perchè soltanto da Lui può venire la novità della nostra vita.


La Parola di Dio si fa preghiera
Forse abbiamo smarrito la tua presenza, o Dio,
e confondiamo Gesù con cose poco importanti.
Corriamo il rischio di non apprezzare il dono
che ci viene fatto perchè nessuno è come te
e non c’è parola che possa lontanamente
oscurare o coprire quella del tuo Figlio.
Siamo presi dal luccicare passeggero
di qualche stella cadente e abbiamo perduto il
desiderio di contemplare Te, vera luce e farci
illuminare da Te nel profondo, i nostri cuori.
E’ per noi, dunque, oggi, il grido del Battista.
“Preparate la strada del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri”:
è l’invito ad una conversione sincera,
che trasformi veramente la nostra vita
e dichiari senza timore dove è il male
che rende oscuri i nostri cuori
e ci impedisce di incontrarti.



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Solennità di Cristo Re

 Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo 
Antifona d'ingresso

L’Agnello immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. (Ap 5,12; 1,6)


Secondo libro di Samuele 5,1-3.
Vennero allora tutte le tribù d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: "Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne.
Gia prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele".
Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele.

Salmi 122(121),1-2.4-5.
Canto delle ascensioni. Di Davide.
Quale gioia, quando mi dissero:
"Andremo alla casa del Signore".
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide.

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 1,12-20.
Ringraziando con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura;
poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui.
Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose.
Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza
e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 23,35-43.
Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto».
Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano:
«Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».
C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!».
Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?
Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male».
E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

Meditazione del giorno
Monaci Benedettini Silvestrini 
 Questi è il Re dei Giudei

«Gesù Nazzareno Re dei Giudei»: una scritta prima posta sul legno della croce, poi più significativamente nel cuore dei fedeli. La regalità di Cristo trae la sua prima origine dalla stessa incarnazione. Egli assumendo la nostra natura umana, diventava non solo primogenito dal Padre, ma anche nostro primogenito nell'ordine della grazia. Il suo trono però dopo la culla di Betlemme, è la croce, quel legno che l'uccide, ma che è la nostra salvezza, che esprime il massimo dell'amore con il dono della vita. Quanto è diversa la regalità di Cristo da quella degli uomini! Sul suo trono viene deriso e oltraggiato: «Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Ci resta difficile, se non sorretti dalla fede, comprendere come in quell'apparente immobilismo, in quell'esplicito e volontario rifiuto di usare per sè la potenza che aveva usata a favore di altri, sta la vera grandezza del nostro Re. Perché sta compiendo fino in fondo l'opera del Padre suo, perché egli nella sua misericordia può garantire il paradiso al buon ladrone, egli ci rivela la sua vera divina grandezza, la sua Regalità e la sua Signoria. Quell'umile preghiera: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno», quella immediata risposta: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso», fanno di noi i sudditi grati e devoti del grande Re. Quella stessa preghiera con accenti diversi si è ripetuta infinite volte e altrettante sono state le risposte di salvezza. Un re crocifisso è il nostro re, ma sappiamo che poi il crocifisso è risorto, egli è diventato il trionfatore sulla morte, colui che ha cancellato i nostri peccati, colui che ha potuto dire non solo di essere risorto nel mattino di Pasqua, ma di essere egli stesso nella sua persona la Risurrezione e la vita per chi vuole vivere e credere in Lui. Dobbiamo perciò aggiungere al titolo regale quello di redentore, di trionfatore sulla morte e sul peccato, quello di avvocato nostro presso il Padre, di eterno sacerdote che intercede per la nostra personale ed universale salvezza. Per renderci convinti di questa sua divina regalità egli ha voluto rendersi presente e vivo dentro ciascuno di noi, con una comunione che non è soltanto quella della fede, ma del suo corpo e del suo sangue, quella comunione che ci deifica annullando in noi quella natura corrotta dal peccato per sostituirla con la sua natura immacolata e perfetta. È questo il dono supremo del nostro Re. Questo il motivo che fa di noi gli eterni cantori della sua bontà, che ci fa gridare: «Noi vogliamo che costui regni su di noi!». 

Giovedì Santo Messa in Cena Domini anno C


Antifona d'ingresso
Di null’altro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (cf. Gal 6,14)