Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

Vangelo del giorno 15 agosto 2014

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (Messa del Giorno)
“Figura e primizia della Chiesa”. Primizia nel dolore della maternità al servizio della Redenzione. Primizia nel destino della gloria. Da lì, nel focolare della Trinità, Maria ci aspetta tutti per vivere e cantare con lei la nostra riconoscenza alla Grazia di Dio. La beatitudine divina e umana della Salvezza. Il suo eterno Magnificat.


Antifona d'ingresso
Un segno grandioso apparve nel cielo:
una donna ammantata di sole,
con la luna sotto i suoi piedi
e sul capo una corona di dodici stelle. (Ap 12,1)


Apocalisse 11,19a.12,1-6a.10ab.
Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.
Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono.
La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

Salmi 45(44),10bc.11.12ab.16.
Figlie di re stanno tra le tue predilette;
alla tua destra la regina in ori di Ofir.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza.

Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.
guidate in gioia ed esultanza
entrano insieme nel palazzo del re.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 15,20-26.
Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;
e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.
Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;
poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.
Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.
L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-56.

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».
Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia ».
come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Meditazione del giorno
Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense
Primo discorso per l’Assunta, 1-4 ; SC 202 
 
Maria, madre dei viventi
    “Vieni, mia eletta, in te porrò il mio trono” (liturgia latina)… “Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atrii” (Sal 65,5); molto di più, abiterai in essi, regnerai in essi e porrai in essi il trono della tua sovranità. Certo, Maria è beata fra tutti i beati, lei che è stata scelta prima e più di tutti gli altri santi. Il Signore l’ha scelta come dimora, dicendo: “Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho desiderato” (Sal 132,14). Per nove mesi ha abitato in lei; per molti anni ha abitato con lei e le è stato sottomesso… Ora che è in lei e con lei per sempre, in un modo che supera la nostra comprensione, la colma della gloria che vedono i beati. Le dà esternamente la gloria nel corpo; interiormente, imprime in lei la gloria del Verbo…

    L’unica Vergine e Madre, che può gloriarsi di aver messo al mondo l’Unigenito del Padre, abbraccia con amore questo Figlio in tutte le sue membra (Ef 5,30) e non arrossisce di essere chiamata la madre di tutti coloro in cui vede Cristo già formato o in divenire. La prima Eva… è stata chiamata “madre di tutti i viventi” (Gen 3,20), ma in realtà è stata … la madre di coloro che muoiono… Poiché la prima Eva non ha realizzato fedelmente quanto significa il suo nome, Maria ne ha realizzato il mistero. Come la Chiesa, di cui è il simbolo, lei è la madre di tutti coloro che rinascono alla vita. Sì, è la madre della Vita che fa vivere tutti gli uomini (Gv 11,25; 5,25ss). Mettendo al mondo la Vita, ha fatto nascere in certo modo alla vita nuova coloro che avrebbero trovato la vita in Cristo-Vita…

    Per questo motivo la madre beata di Cristo, riconoscendosi madre dei cristiani a causa di questo mistero, si manifesta anche loro madre con la sollecitudine e il suo tenero affetto… Ed ora noi “abitiamo al riparo” della Madre “dell’Altissimo”, “siamo da lei protetti, all’ombra delle sue ali” (Sal 91,1; 17,8). Più tardi, condivideremo la sua gloria e saremo riscaldati sul suo cuore…, poiché il Re della gloria ha posto in lei il suo trono. 

Meditiamo
Alla fine del suo passaggio sulla terra, la Madre del Redentore, preservata dal peccato e dalla corruzione, è stata elevata nella gloria in corpo e anima vicino a suo Figlio, nel cielo. La tomba vuota di Maria, immagine della tomba vuota di Gesù, significa e prelude alla vittoria totale del Dio della vita sulla morte, quando alla fine del mondo farà sorgere in vita eterna la morte corporale di ognuno di noi unita a quella di Cristo. L’Apocalisse ci mostra “un segno grandioso del cielo”: la Donna che ha il sole per mantello, e una corona di stelle. Invincibile con la grazia di Dio di fronte al nemico primordiale. “Figura e primizia della Chiesa”. Primizia nel dolore della maternità al servizio della Redenzione. Primizia nel destino della gloria. 
Maria è "primizia e immagine della Chiesa; in lei si rivela il compimento del mistero di salvezza
e risplende per il popolo pellegrino sulla terra come segno di consolazione e speranza".
"Di generazione in generazione si stende la sua misericordia su quelli che lo temono".
La sua vittoria piena sul male - la testa schiacciata del serpente –
diviene così la promessa sicura di un nostro medesimo destino di vittoria.
Risplende la Regina, Signore, alla tua destra
Maria è il prototipo della Chiesa. Grazie al suo sì ella ha generato Cristo, il Dio con-noi, rendendo possibile, già su questa terra, la comunione piena tra Dio e l’uomo. Così anche la Chiesa, nell’obbedienza alla fede, è segno vivo della presenza di Dio nel mondo e lo offre attraverso la Parola e i sacramenti.

Maria è il prototipo del credente. Anche lei ha camminato nell’oscurità della fede di cui il sì pronunciato all’Annunciazione non segnava che l’inizio. In questo sta la sua beatitudine ed è per questo che è benedetta. Ha lasciato spazio a Dio in sé e, stupita per questo mistero che prendeva carne nel suo grembo, avvolta dall’ombra dello Spirito Santo, non ha saputo che intonare il meraviglioso cantico del Magnificat.

Maria è esempio e sostegno per tutti i credenti: ci incoraggia a non perderci di fiducia dinanzi alle difficoltà e agli inevitabili problemi di tutti i giorni. Ci assicura il suo aiuto e ci ricorda che l'essenziale è cercare e pensare "alle cose di lassù, non a quelle della terra". Presi dalle occupazioni quotidiane rischiamo infatti di ritenere che sia qui, in questo mondo nel quale siamo solo di passaggio, lo scopo ultimo dell'umana esistenza. Invece è il Paradiso la vera meta del nostro pellegrinaggio terreno.
 
O Maria Immacolata Assunta in cielo, tu che vivi beatissima nella visione di Dio:
di Dio Padre che fece di te alta creatura, di Dio Figlio che volle da te
essere generato uomo e averti sua madre,
di Dio Spirito Santo che in te compì la concezione umana del Salvatore.

O Maria purissima

o Maria dolcissima e bellissima

o Maria donna forte e pensosa

o Maria povera e dolorosa

o Maria vergine e madre

donna umanissima come Eva più di Eva.
Vicina a Dio nella tua grazia nei tuoi privilegi, nei tuoi misteri nella tua missione, nella tua gloria.

O Maria assunta nella gloria di Cristo,
nella perfezione completata e trasfigurata della nostra natura umana.

O Maria porta del cielo, specchio della luce divina, santuario dell’alleanza tra Dio e gli uomini,
lascia che le nostre anime volino dietro a te, lascia che salgano dietro il tuo radioso cammino,
trasportate da una speranza che il mondo non ha, quella della beatitudine eterna.

Confortaci dal cielo o Madre pietosa e per le tue vie della purezza e della speranza,
guidaci un giorno all’incontro beato con te e con il tuo divin Figlio il nostro Salvatore Gesù.

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